Pacifico Topa

Fabio Clerici con il volume “le parole e la pietra”, sottotitolato “riflessioni dal quotidiano”, ci propone un non facile abbinamento fra le parole e la pietra, facendo intendere che, spesso, le parole sono più dure delle pietre e riescono anche a ferire. Trattasi, in definitiva, di un resoconto esistenziale, realizzato con meticolosità, ma anche con tanta partecipazione e consapevolezza dei propri mezzi. La sua è una poesia forbita, perché cerca, soprattutto, di farsi capire e di esplicare certe problematiche della vita stessa. Le poesie che compongono il volume sono un’ accurata selezione di spunti osservativi animati da tanta saggezza, ma anche da tanta consapevolezza del non facile compito di chi si dedica alla poesia con lo scopo specifico di far conoscere certe tematiche occasionali fornite da una lettura attenta. La raccolta inizia con un eloquente discorso rivolto all’uomo potente, esortandolo ad assumere un comportamento meno altezzoso e più consono ad una realtà fatta di sacrifici e di rinunce:“Guarda attraverso quella porta /scendi dallo scranno/della tua onnipotenza/e vivi il dolore/che umilia strade e città/accogli i lamenti degli ultimi/”. Già questo preludio favorisce una deduzione circa il contenuto della raccolta, quindi ammaestramenti, lezioni di umiltà, stimoli a pensare a chi, trovandosi in difficoltà, ha bisogno di aiuto, impersonato da coloro, oramai soli, seduti su una panchina, riflettono sulle contingenze umane di una vita grama, ma pur sempre valorizzata, perché disponibile alle altrui necessità. Da questa poesia si può dedurre la stessa personalità del poeta, dedito al volontariato, ma anche apprezzato creatore di poesie che hanno sempre ottenuto buon successo nei concorsi nazionali ed oltre. Il volume è illustrato da efficaci disegni dell’artista Antonio De Blasi ed è corredato da pagine, in bianco, per “emozioni e riflessioni”. Tutto il volume ripercorre i momenti salienti dell’esistenza del poeta con opportune considerazioni e profondi pensieri etici.

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